Come gesso sulla lavagna
L'esperienza della "scuelùte", scuoletta, scuola bambina nella lingua friulana che in Carnia, a Villa Santina, si sviluppa durante l'occupazione cosacca fra il 1944 e il 1945, si svela attraverso i ricordi dei protagonisti, a marcare l'importante segno di resistenza culturale lasciato nelle loro vite.
Storie di occupati, in un paese invaso più che da un esercito, da un popolo alla deriva, sul filo della suggestione di parole ascoltate durante l'infanzia, di lontane fotografie, di oggetti che diventano simboli narrativi : il padre di Alessandra e il fratello di lui si inventarono insegnanti, la maestra che le insegnò a leggere e a scrivere si sedette ai banchi di emergenza, durante quel "quasi" anno, dove anche gli occupanti organizzarono scuole per i propri figli.
Se si cerca bene negli angoli, se ne possono raccogliere ancora molte, di storie che sembravano essere state dimenticate, affinché la spugna, quando cancella la scritta sulla lavagna, non cancelli la capacità di ricordare e di trasmettere conoscenza.
soggetto di Alessandra Santanera